Torna nelle sale espositive del Museo di Santa Maria Novella il Paliotto Fiorito, capolavoro tessile del Seicento fiorentino destinato all’arredo dell’altare maggiore della Basilica.

di Maria Elena Bardini ed Amalia Bonacci

Torna nelle sale espositive del Museo di Santa Maria Novella il Paliotto Fiorito, capolavoro tessile del Seicento fiorentino destinato all’arredo dell’altare maggiore della Basilica.

L’opera è stata presentata al pubblico dopo un delicatissimo intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure, frutto della collaborazione fra gli enti che gestiscono il patrimonio della chiesa: l’Opera per Santa Maria Novella, il Fondo Edifici di Culto ed il Comune di Firenze.

Uniti dall’intento di mediare tra una perfetta conservazione dei beni custoditi e la loro possibilità di fruizione, gli enti hanno cercato di rispondere ad un pubblico sempre più appassionato alle arti applicate.

Dopo secoli di inutilizzo ed abbandono nei depositi della basilica, l’opera versava in gravi condizioni di degrado, dovute all’attacco di agenti esterni come umidità e insetti parassiti.

Si è rivelato dunque necessario un intenso lavoro sull’opera, durato ben sette anni, condotto in prima persona dalla giovane restauratrice Elisa Zonta, diplomata presso la scuola dell’OPD con una tesi dedicata al restauro del Paliotto Fiorito, assistita da un’intera equipe di restauratori del reparto tessile dell’Opificio.


Attribuito alla pittrice fiorentina Giovanna Garzoni, il Paliotto Fiorito fu realizzato per l’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria Novella ed esposto per la prima volta il 1 gennaio del 1647.

Originaria di Ascoli Piceno, Giovanna Garzoni, era nota come attenta miniatrice del XVII secolo, operante tra Venezia, Napoli e Torino. Attiva alla corte medicea sin dagli anni quaranta, si distinse per il suo stile raffinato nel riprodurre, con un’attenzione quasi scientifica, il mondo animale e vegetale.

L'occhio si perde nell'ammirare le numerose varietà floreali che l'artista ha dipinto accostando finemente piccoli tocchi di colore dipinti su tessuti di seta e ritagli in carta ricamati e successivamente applicati sul fondo in seta bianco e azzurro.

Oggi come allora la superficie del paliotto sì mostrava così vibrante di colore ai fedeli che potevano ammirarlo in tutto il suo splendore persino da lontano quando fu esposto sull'altare maggiore

Il progetto di allestimento del paliotto ha offerto l’occasione per rinnovare una delle vetrine del Museo di Santa Maria Novella, mettendo in discussione il completo assetto espositivo, ormai datato e poco funzionale. Le sale espositive vedono infatti un allestimento rimasto immutato dagli anni ‘80. Le vetrine sono ancorate al pavimento con un basamento in cemento armato e presentano all’interno basi in legno lucidato e illuminazione a luce a neon.

Il percorso espositivo del Museo appare adesso parzialmente trasformato.

Finalmente i visitatori hanno la possibilità di ammirare da vicino l’opera in una nuova cornice espositiva studiata e creata ad hoc per questa tipologia di beni, particolarmente sensibili a fattori quali sbalzi climatici, raggi luminosi diretti ed aumento dell’umidità.

Particolare attenzione è stata riservata all’aspetto conservativo dell’opera, sviluppando così un progetto di musealizzazione che tenesse conto della fragilità e delicatezza del Paliotto.

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Le analisi effetuate sulla tela prima dell'esposizione definitiva

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L'ultima fase della musealizzazione, l'apposizione del vetro protettivo sull'opera.

Nella rinnovata vetrina l’illuminazione è affidata a piccoli spot di luce led che creano un’atmosfera di maggiore contemplazione e raccoglimento attorno ai preziosi dettagli floreali e alla loro policromia. L’impiego di questa tecnologia, ormai largamente in uso per l’esposizione al pubblico di tessili e opere cartacee, consente inoltre di contenere la quantità di luce emessa entro i limiti consentiti di 50 lux. Tra gli altri accorgimenti che si sono rivelati indispensabili vi è la collocazione di datalogger che permettono il constante monitoraggio delle condizioni climatiche sia dentro che fuori alla nuova vetrina.

Il Paliotto Fiorito ha dunque trovato un’adeguata collocazione: si svela quasi al termine del percorso espositivo. Emerge, nascosto dietro ad un prezioso tesoro, il giardino incantato viva di una nuova e promettente fioritura

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Paliotto fiorito: Dio Padre. Dettaglio

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Paliotto fiorito: Dettaglio

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