Due giornate di studio per raccontare il patrimonio più nascosto di Santa Maria Novella, quello costituito dai dipinti murali staccati e dispersi nei secoli e finalmente ricollocati all’interno della chiesa.

Nella basilica fiorentina di Santa Maria Novella e nei chiostri dell’ex-convento domenicano si conserva un ricchissimo patrimonio di dipinti murali staccati o strappati dai loro supporti originali, la cui conservazione è affidata agli organi di tutela del Mibac, oltre che agli enti che di questi beni sono proprietari o assegnatari, il Comune di Firenze, il FEC e l’Opera per Santa Maria Novella. Negli ultimi anni, a quest’attività hanno preso parte l’Opificio delle Pietre Dure e il CNR, con interventi diretti e attraverso la sperimentazione di metodologie innovative per individuare una più efficace metodologia di intervento. Inoltre la conservazione di queste opere ha stimolato una riflessione sul rapporto tra arte e scienza, attraverso la rilettura della storia conservativa di tali documenti pittorici. La ricostruzione delle tecniche di restauro, maturate in determinati ambiti culturali e scientifici, porta oggi a una conoscenza critica dei problemi conservativi e a un’applicazione sistematica delle analisi tecniche e degli approfondimenti scientifici necessari per il recupero dei dipinti.

Al fine di stimolare un proficuo confronto, anche attraverso una rilettura storico-critica della tutela di queste opere d’arte, e per una valutazione condivisa su nuove strategie di conservazione e di valorizzazione della pittura parietale, l’Opera per Santa Maria Novella, in collaborazione con OPD, ISPC-CNR, IGIIC, Biblioteca domenicana di Santa Maria Novella “Jacopo Passavanti”, organizza due giornate di studio a Firenze il 24-25 ottobre 2019 dal titolo: 

STACCHI, STRAPPI E NUOVI RITROVAMENTI. Conservazione e fruizione delle pitture parietali”

I lavori prevedono la presentazione di significativi casi studio di alcuni fra i principali istituti di restauro italiani, la condivisione di dati storici, tecnici, scientifici emersi dai recenti restauri eseguiti nella basilica fiorentina e si concludono con una tavola rotonda incentrata sulla questione del ricollocamento di alcune di queste opere.

Il programma è stato articolato per stimolare il dibattito e offrire elementi di riflessione che potranno essere ripresi e discussi durante il momento di confronto sui dipinti murali di Santa Maria Novella, previsto durante la tavola rotonda: “il cantiere e i lavori per il ricollocamento, problematiche e possibili soluzioni”.

Le giornate di studio saranno l’occasione per presentare alcuni nuovi affreschi restaurati, scoperti dietro alle pale vasariane degli altari laterali:

- Pittore fiorentino, San Tommaso d’Aquino in cattedra, 1323 circa (quarto altare occidentale);

L’affresco è stato ritrovato nel 2018 dietro alla pala con la Resurrezione di Cristo di Giorgio Vasari.

- Nardo di Cione, San Benedetto e storie della sua vita, 1350-1355 circa (sesto altare occidentale);

L’affresco, staccato nel 1858, è stato rintracciato nei depositi della Soprintendenza a seguito di recenti studi e ricollocato nella sua posizione d’origine .

Affreschi da ricollocare

- Stefano di Ricco, detto Stefano fiorentino, San Tommaso d’Aquino, 1343-1344 circa (cm 400x140 circa);

- Andrea di Cione, detto Orcagna, Cacciata di Gioacchino dal tempio, Incontro alla Porta aurea, 1343-1344 circa (cm 90 x 155 circa);

Per secoli nascosti dalla pala raffigurante la Presentazione al tempio di Giovan Battista Naldini, i tre affreschi sono stati staccati nel 1858: grazie a un approfondita ricerca, il san Tommaso d’Aquino è stato ritrovato nei depositi della Soprintendenza, mentre le due storie di sant’Anna e Gioacchino sono state conservate nei depositi del Museo di San Marco fino al 2016. Rientrate a Santa Maria Novella, le pitture attendono ora il definitivo ricollocamento presso la parete del terzo altare della navata orientale.

Informazioni

PRESTO SU QUESTA PAGINA FORNIREMO I DETTAGLI SUL PROGRAMMA, GLI INTERVENTI ED I RELATORI CHE ANIMERANNO QUESTI DUE GIORNI DI STUDIO.

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